Sessualità e Oncologia: integrazione tra corpo, identità e relazione

Patrizia Giungato | Psicoterapeuta · Coach Oncologico · Docente Formatore

Introduzione

La sessualità rappresenta una dimensione fondamentale dell’esperienza umana e della qualità della vita. Non si limita alla funzione sessuale, ma comprende aspetti identitari, relazionali, emotivi e simbolici. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) definisce la qualità della vita come la percezione che l’individuo ha della propria posizione nella vita nel contesto della cultura e dei sistemi di valori in cui vive, in relazione ai propri obiettivi, aspettative e preoccupazioni (WHO, 1998).

Nel contesto oncologico, tuttavia, questa dimensione viene frequentemente trascurata. L’attenzione clinica si concentra prioritariamente sulla sopravvivenza e sulla gestione della malattia.

La paura della morte e la paura della recidiva rappresentano due dimensioni centrali dell’esperienza oncologica: diventano così predominanti da ridimensionare l’attenzione verso il corpo come luogo di piacere, relazione e identità. In questo scenario, la sessualità viene spesso percepita come accessoria e sospesa.

Numerosi studi evidenziano come le disfunzioni sessuali interessino una larga percentuale di pazienti oncologici, con particolare incidenza nelle donne (Brotto et al., 2016; Reese et al., 2017). Nonostante ciò, la sessualità rimane un’area scarsamente affrontata nei percorsi di cura (Stead et al., 2003).

L’impatto multidimensionale della malattia oncologica

La malattia oncologica e i trattamenti correlati producono effetti che si estendono ben oltre la dimensione biologica, coinvolgendo la persona nella sua totalità.

Il corpo è il primo luogo in cui la malattia si manifesta:

  • cicatrici e alterazioni dell’immagine corporea
  • secchezza vaginale
  • dolore nei rapporti
  • menopausa precoce
  • perdita urinaria
  • affaticamento

Il corpo può trasformarsi da luogo di esperienza a luogo di fragilità e perdita di riconoscimento (Carter et al., 2018).

Esperienza emotiva

La diagnosi introduce una frattura nell’identità:

  • perdita del senso di sé
  • riduzione dell’autostima
  • vergogna
  • paura della morte e della recidiva

Non si tratta solo di emozioni, ma di una riorganizzazione profonda dell’esperienza interna.

Relazione

La relazione di coppia è profondamente influenzata:

  • difficoltà comunicative
  • distanza emotiva
  • trasformazione dei ruoli

Anche il partner può vivere una difficoltà significativa: spesso emerge la paura di fare male alla donna, percepita come fragile o malata.

In alcuni casi, la relazione non riesce a sostenere il cambiamento e può entrare in crisi o interrompersi. Non sempre il partner riesce a trasformarsi in caregiver, e talvolta si osservano forme di ritiro o abbandono (Manne & Badr, 2008).

Quando la sessualità viene meno, anche la relazione perde uno dei suoi principali canali di connessione.

Espressione della sessualità

Molte donne non percepiscono più il proprio corpo come luogo di desiderio.

L’attenzione si sposta sui sintomi e sugli effetti delle terapie, in particolare quelle ormonali, che riducono il desiderio.

Manca spesso un’educazione e un’informazione adeguata fin dall’ingresso nei percorsi di cura (es. Breast Unit).

La sessualità viene così vissuta come una dimensione non più realizzabile.

Il punto di svolta è il recupero della femminilità, intesa come dimensione profonda e non perduta.

Il modello CORE

Nel presente lavoro viene proposto il modello CORE, sviluppato dall’autrice, come framework clinico integrato:

  • C – Body (Corpo)
  • O – Emotional Experience (Esperienza emotiva)
  • R – Relationship (Relazione)
  • E – Sexual Expression (Espressione della sessualità)

Il modello CORE consente una lettura multidimensionale della persona e orienta la valutazione e l’intervento clinico.

L’approccio simbolico

L’approccio simbolico qui descritto rappresenta una metodologia clinica sviluppata dall’autrice e costituisce la chiave operativa del modello CORE.

Non si tratta di un elemento aggiuntivo, ma del dispositivo che consente di attivare concretamente le quattro dimensioni del modello.

Attraverso immagini, metafore e rappresentazioni sensoriali, la persona può accedere al significato della propria esperienza.

Questo permette di:

  • dare forma a vissuti complessi
  • accedere a livelli profondi
  • trasformare il rapporto con il corpo

Esempio di applicazione clinica

Nel lavoro clinico, l’approccio simbolico consente di trasformare l’esperienza della malattia attraverso immagini significative.

Una paziente inizialmente rappresentava la malattia come qualcosa di oscuro e invasivo. Attraverso il percorso, questa rappresentazione si è trasformata fino a diventare una nuvola rosa, simbolo di fragilità, trasformazione e possibilità.

L’immagine è stata disegnata e collocata nel suo spazio di vita come riferimento simbolico.

Questo passaggio ha permesso una trasformazione del vissuto, rendendo la malattia integrabile nella propria esperienza.

Questo approccio può rappresentare uno strumento utile anche per altri professionisti.

Implicazioni cliniche e interventi

È necessario un approccio integrato:

  • trattamento medico
  • supporto psicologico
  • lavoro di coppia
  • gruppi

Anche il laser vaginale può essere utile, ma spesso le donne non sono informate.

È necessario rendere questi interventi più accessibili e diffusi.

Il cambiamento possibile

Quando la sessualità viene reintegrata:

  • aumenta la consapevolezza corporea
  • cambia l’immagine di sé
  • si riattiva la relazione

Il lavoro parte dal recupero della femminilità e conduce al recupero del piacere.

Conclusioni

La sessualità è parte essenziale della qualità della vita.

La paura della morte e della recidiva rischiano di oscurarla.

È necessario un approccio integrato che includa anche pratiche come Tai Chi, mindfulness, agopuntura e nutrizione, senza trascurare la dimensione emotiva e relazionale.

Vivere nella paura significa vivere fuori dal presente. Il presente è lo spazio delle risorse.

Il lavoro individuale e di gruppo permette di recuperare una reale dignità di vita.

Il senso della malattia rappresenta l’ingresso in una nuova modalità di relazione con se stessi e con gli altri.

Riferimenti

  • World Health Organization. Quality of Life
  • Brotto, L.A. et al.
  • Reese, J.B. et al.
  • Carter, J. et al.
  • Manne, S. & Badr, H.
  • Stead, M. et al.

Rimaniamo in contatto

Iscriviti per ricevere aggiornamenti sui prossimi eventi, workshop e pubblicazioni riguardanti il modello CORE e l’integrazione della sessualità nei percorsi oncologici.

© 2025 ACADEMY DI PATRIZIA GIUNGATO